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Google Stadia - Intervista a Phil Harrison, General Manager di Google

29/03/2019

Dalla fonte PCGamesn arrivano interessanti notizie legate al mondo Google Stadia, la piattaforma streaming che probabilmente cambierà in via definitva il mondo del gaming portando avanti la rivoluzione digitale già in atto. Sarà davvero la fine dei videogiochi per come li si è intesi fino ad oggi?

Dall'intervista al General Manager emergono interessanti elementi. Inizialmente Phil Harrison racconta quanto il primo elemento che potrebbe garantire il successo di Stadia sia la tempistica di atterraggio sul mercato. A suo avviso il 2019 è l'anno perfetto per una questione di maturità dell'hardware Google, iniziato a costruire ben 15 anni fa, che garantisce "un vantaggio in termini di performance all'interno del data center. Il modo in cui connettiamo poi il data center al backend proprietario, accessibile solo a noi, determina il vantaggio in termini di performance; inoltre l'architettura game-centrica unica nel suo genere situata all'interno del data center garantisce la capacità di supportare i migliori videogichi sul mercato. Nessun altro poi possiede YouTube, e questo è un enorme vantaggio, ma non stiamo cantando vittoria, stiamo solo iniziando".

Alla domanda in merito alla reazione del gamer tradizionale di console e PC rispetto alla mancanza di un supporto fisico che contenga fisicamente o digitalmente il gioco Phil cita la sua passione per la musica, ed il suo gran numero di CD. E racconta la sua reticenza iniziale al mondo degli MP3, alla musica liquida diciamo; reticenza che oggi ha totalmente sconfitto così come gli è accaduto per il mondo dei film totalmente surclassato dallo stremaing e dal multischermo. "Ogni gamer reagirà con tempistiche differenti alla transizione, ed io ho totale rispetto di questo, e non mi aspetto che il mondo si svegli il giorno che verrà lanciato il tutto" .
L'altro grande aspetto è che gli sviluppatori avranno a disposizione un'infrastruttura per lo sviluppo dei giochi totalmente differente per la prima volta in 40 anni. Un modello basato sul network, uscendo quindi dalla classica dinamica: sviluppo > distribuzione fisica o digitale > utente finale. E lo sviluppatore di turno, nel momento in cui dovrà creare un prodotto in esclusiva per Stadia, avrà a disposizione un'incredibile capacità di calcolo a supporto di design e obiettivi super ambiziosi: "..ci sono cose che possiamo fare all'interno del data center che sono impossibili da realizzare in una macchina a circuito chiuso". 
Ogni giocatore si potrà trovare in un mondo virtuale con grandi capacità di memoria ed evoluzione. Si potranno avere decine di migliaia di personaggi con cui interagire, gestiti dalla CPU e legati tra loro da complesse e svariate relazioni interpersonali. 
Con una connessione internet adeguata, si potrà quindi giocare a livelli grafici e di performance simili se non superiori a quelli di PC e console di ultima generazione. 

Il discorso connessione è sicuramente quello più caldo. Gli utenti riusciranno a gestire una mole di dati così complessa con connessioni normali? A questo proposito Phil parla della fibra Google, che "darà un'esperienza di gioco fenomenale (....) ma non sarà disponibile in tutti i paesi"

E quanto sarà anti-cheaters questa piattaforma? Data la natura fortemente interconnessa della strattura, del client e dei server sarà praticamente impossibile interferire con essa e modificarla. All'utente finale arriverà solo il segnale video, ed il livello di sicurezza dei dati aiuterà giocatori e sviluppatori a vivere "un'esperienza qualitativa totale". Oltretutto i giochi sviluppati in esclusiva per Stadia non avranno porting su piattaforme alternative. 

La cura dei contenuti presenti in Stadia ricalcherà gli standard PEGI e ESRB, e non saranno disponibili contenuti per soli adulti; sarà inoltre presente un parental control che metterà in contatto i giochi corretti per le età corrette dei player. 

Phil non rivela nulla in merito al servizio, ovvero se sarà o meno regolato da un sistema a sottoscrizione tipico delle piattaforme di streaming; si saprà qualcosa questa estate. 
Nessuna menzione invece in merito ad eventuali titoli presenti al lancio. Intervista integrale originale qui.
PB


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