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I droni per le consegne

23/10/2018

Che i droni avessero conquistato i cieli di mezzo mondo l’avevamo capito, ma adesso anche le consegne diventano 3.0. Questa è una realtà molto diffusa in alcune aree del mondo, come ad esempio la Cina, dove le aziende di e-commerce si sono munite di una flotta di droni per consegnare i pacchi ai clienti, direttamente a casa tramite il drone che ha sostituito in toto la figura del fattorino. Quindi, l’identikit di una società del futuro è questa: droni al posto di fattorini!

Il funzionamento è facile e intuitivo, serve solo uno smartphone, una App mobile, un sistema di geo localizzazione (GPS) e il gioco è fatto, anzi la consegna è fatta. Una rivoluzione nel campo del servizio delivery che sembra migliorare e accorciare la filiera di consegna: dai magazzini direttamente a casa del cliente. Ma come funziona? Scopriamolo nel dettaglio.

 

Le spedizioni a casa diventano “semplici” con i droni

Trasportare in volo i pacchi è uno scherzo da ragazzi grazie a questi gadget del futuro che ci hanno semplificato la vita anche in questo caso.

Ebbene sì, per i siti di e-commerce la consegna a casa del consumatore, tramite il corriere, è ancora un punto critico: nel 67% dei casi le persone decidono di non comprare più se hanno avuto un’esperienza negativa legata alla spedizione del prodotto, e, così, la vendita successiva viene compromessa. Il servizio delivery con i droni consente di ovviare a questo problema e di ricevere comodamente a casa propria la merce ordinata sul web. Una novità che sembra non solo far felici i consumatori, che possono ricevere la merce a mezz’ora dall’ordine effettuato online, ma anche gli stessi retailer che vedrebbero una diminuzione del costo dei trasporti pari al 70%.

Era stato inizialmente Amazon, colosso globale nell’e-commerce, ad annunciare nel 2013 il lancio del nuovo servizio chiamato Amazon Prime Air. Infatti, il 2013 era l’anno del boom degli annunci riguardanti i futuri e possibili utilizzi dei droni, visto che si erano già intuite le innumerevoli potenzialità e applicazioni dei piccoli velivoli, oltre a quelle nel campo ludico e di foto e video scattati dall’alto. Quindi si pensava alla consegna di medicinali, di posta, creazione di reti mesh temporanee, salvataggi, agricoltura di precisione e controllo delle frontiere. Alcune di queste proposte si sono avverate, basti pensare all’agricoltura di precisione o l’uso che viene fatto dalla Marina Militare Italiana dei droni per l’avvistamento in mare per il salvataggio di persone che tentano di venire in Europa; le altre, invece, quelle un po’ più fantasiose, sono rimaste sulla carta creando un po’ di scalpore e pubblicità gratuita a chi le proponeva.

Comunque, gli annunci di Amazon si sono susseguiti negli anni, raggiungendo ben pochi risultati: a dicembre del 2016 ha effettuato la prima spedizione sperimentale in Inghilterra – che prevedeva il trasporto di un pacchetto di popcorn. La scelta della Gran Bretagna non è stata casuale in quanto quello inglese è stato il solo governo a dare un permesso speciale per la consegna in questione.

Il brevetto di consegna sull'uscio di casa tramite paracadute sembra sia stato già depositato da Amazon, il cui progetto non è esente da difficoltà che lo separano dall'effettiva attuazione, soprattutto limitazioni imposte a beneficio della sicurezza. In quasi tutti i paesi è, infatti, impossibile sorvolare centri abitati a causa delle leggi vigenti, e, in aggiunta, il pilota deve poter mantenere il contatto visivo con il velivolo che sta pilotando durante tutto il suo percorso. Sembra, quindi, impossibile che il drone possa compiere un viaggio lungo e autonomo pilotato solamente tramite Fpv – come invece la spedizione dei pacchi prevede. Tuttavia, Amazon sembra sia in contrattazione con la Federal Aviation Administration – la versione americana dell’ENAC- per chiedere un quadro legislativo che consenta alla sperimentazioni di prendere il via.

Nel 2016 la situazione è in parte cambiata grazie al sistema LATAS che gestisce il controllo automatico a distanza e impedisce le collisioni nello spazio aereo grazie all'uso di sensori speciali; permangono, però, altre limitazioni, come quelle che riguardano il volo sopra aree urbane altamente popolate che, ad oggi, rappresenta il più grande ostacolo all'attuazione dei progetti di Amazon e su cui bisognerà aspettare fino al 2020 per poter vedere qualche novità.

Se quindi già nella fase di progettazione Amazon ha trovato delle difficoltà, non osiamo immaginare nella fase di attuazione. Se vuole mantenere il suo primato dovrà adeguare il suo progetto ad ogni singola legislazione locale, che prevede quota di volo, limitazioni e regole che variano da Paese a Paese.

 

Cina e Islanda: ecco dove è possibile ricevere pacchi dai droni

Quindi, mentre Amazon, Google e Apple promettevano e lanciavo campagne mediatiche, in Cina la consegna con i droni è diventata realtà. L’azienda JD, il colosso cinese dopo Alibaba, in tre mesi ha effettuato 155 mila consegne nella campagne cinesi, che sono difficilmente raggiungibili con i mezzi di consegna tradizionali (treni e furgoni). L‘impasse viene quindi superata dalla flotta di droni che possono raggiungere i 40 chilometri di raggio di distanza e consegnare pacchi fino a 10 chili di peso per un totale di 40 spedizioni al giorno per singolo drone. I dati per questo mercato sono assolutamente positivi: l’e-commerce nelle aree rurali cinesi è cresciuta del 40% nel 2017, e anche i costi di spedizione sono più che dimezzati, visto che vengono eliminati tutti i passaggi intermedi e c’è un accorciamento della filiera (la spedizione infatti costa solo un dollaro!).

A differenza di Amazon, che mostrava nei suoi video suggestivi l’invio a casa del cliente della merce ordinata, JD consegna in dei punti di raccolta per una questione di sicurezza e di ottimizzazione dei voli e si vocifera che si stia attrezzando per consentire la consegna di pacchi fino a una tonnellata.

Quindi la flotta di JD utilizza degli UAV (Unmanned aerial vehicle), che, una volta raggiunto un certo numero di acquisti online in una determinata zona, vengono fatto decollare per raggiungere il punto stabilito. Tutto il processo, grazie alla tecnologia e all’innovazione, è totalmente automatizzato, e anche il percorso è prestabilito e conosciuto dal dispositivo grazie al sistema di GPS. L’operatore, tramite un sistema di visore a distanza, controlla solamente il volo per evitare le possibili collisioni. Una volta consegnato il pacco, che non deve essere di dimensioni eccessive, il drone torna automaticamente indietro.

La consegna dei pacchi via droni costa un quinto rispetto a quella tradizionale tramite veicolo di trasporto leggero. Quindi, come ha affermato il CEO di JD, Liu Qiangdong, i costi delle consegne diminuiranno del 70% grazie agli UAV.

Il primo hub per questo tipo di operazioni è stato costruito nei pressi di Suqian, vicino a Zhangwei. In questo centro sono presenti due centri di decollo che servono 15 comunità ognuno, ma il progetto non si ferma qui ed è in fase di espansione. Entro il 2020 verranno costruiti altri due centri nella provincia dello Shaanxi per garantire la massima copertura possibile, ovvero 100 villaggi, e aumentare così il raggio delle spedizioni via droni.

La chiave del successo sembra quindi essere la campagna e i centri poco abitati con un’area circoscritta, dove la densità abitativa è più bassa rispetto a quella urbana e i rischi di incidenti sono minori.

Oltre alla Cina, lo stesso servizio è stato avviato in Islanda. Un paese che presenta le stesse caratteristiche delle zone rurali cinesi e che, inoltre, a causa della sua conformazione geografica – fatta di vulcani, ghiacciai e geyser – non ha mai potuto sviluppare una rete ferroviaria, necessitando di una via alternativa per la consegna dei prodotti. Quindi, per i 330 mila abitanti dell’isola è a disposizione un sistema di spedizioni postali effettuato dai droni. La posta viene così rilasciata comodante di fronte alla porta di casa. Non avendo a disposizione abbastanza spazio per atterrare i droni scaricano la posta o il pacco tramite il paracadute. Adesso, grazie ai droni, inviare una lettera non è mai stato più semplice!

Penso che nemmeno le persone con una fervida immaginazione avrebbero mai potuto prevedere che un giorno un drone avrebbe volato fino al proprio domicilio e consegnato prodotti e cibo dai siti o dai ristoranti online. Ma di sicuro il mondo digitale dell’hi-tech non si fermerà qui, e chissà, magari un giorno al posto dei droni ci saranno addirittura i robot!

Sicuramente fino al 2020 le consegne avverranno con i droni, visto che le previsioni indicano che i ricavi potrebbero toccare i 6,6 miliardi di euro; sono 175 mila, invece, i droni impiegati nelle spedizioni dai siti di e-commerce a livello mondiale.



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