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L'Hoverboard del futuro è l'hoverboard volante

17/10/2018

La ricordate anche voi l’elettrizzante fuga di Marty McFly in Ritorno al Futuro? Chi non ha sognato, almeno una volta nella vita, di poter volare come lui? Se ci fate caso, infatti, proprio sullo skateboard volante, utilizzato nella scena del film, la scritta che compare è Hoverboard, reso in italiano con “Volopattino”. E già, i tanti produttori che ancora si contendono l’ideazione del primo prototipo hanno preso ispirazione proprio dalla mitica trilogia per produrre l’Hoverboard. Ma adesso abbiamo fatto un passo in avanti, perché una casa automobilistica giapponese ha inventato lo skate del futuro: l’Hoverboard volante.

 

L'hoverboard: cos'è e com'è fatto

Sbarcati dalla Cina, nel lontano 2014, gli hoverboard sono arrivati nei mercati occidentali e da allora li “hanno invasi”, diventando un vero e proprio trend di ultima generazione insieme ai droni e agli accessori per la realtà virtuale. È, infatti, diventata una consuetudine vedere adolescenti, adulti e trend setter, tra cui anche alcune star di Hollywood come Usain Bolt e Justin Bieber, che sfrecciano a bordo dello skate elettrico per le strade delle nostre città.

Ma cosa sono esattamente? E come funzionano? Si tratta di “tavoledotate di due ruote dal diametro tra i 6 e i 10 pollici, per ora ben salde a terra. Sono, inoltre, dispositivi assolutamente green: funzionano grazie a dei motori elettrici (quindi non inquinanti!) alimentati da batterie con un’autonomia di circa due ore e permettono di raggiungere una velocità di 10 km/h. Il peso può variare dai 10 ai 15 kg e questo dipende dai materiali costruttivi. Inoltre, esistono due varianti:

  • la variazione classica: costituita da due pedane indipendenti poggiate su un’asse che collega le ruote (in grado di trasportare persone che pesano fino a un massimo di 100 kg). Questa variazione ricorda moltissimo i Segway.
  • AirWheel: caratterizzati dalla presenza di una sola ruota posizionata al centro delle due pedane per i piedi, che rimango dunque ai lati.

Entrambi i modelli funzionano con dei sensori che sono in grado di captare il cambiamento di pressione e dare il via alla direzione desiderata. Infatti, sono anche conosciuti come self-balance scooters (ovvero scooter autobilanciati) in quanto per poterli utilizzare è necessario rimanere in equilibrio. I comandi e la direzione da prendere, vengono inviati dal corpo del pilota attraverso l’inclinazione dello stesso (l’inclinazione in avanti vi farà accelerare, quella indietro frenare, mentre inclinare uno solo dei due piedi vi farà girare).

Ai principianti, ci sentiamo di dare due consigli:

  • assicuratevi di attivare, se presente, la modalità principiante che vi aiuterà a mantenere l’equilibrio le prime volte – giusto il tempo di prendere dimestichezza con i comandi;
  • assicuratevi, inoltre, di essere ben protetti: casco, ginocchiere e gomitiere vi aiuteranno a non farvi male nel caso doveste cadere.

Non preoccupatevi, comunque, non ci vuole molto per imparare a volare sullo skate di Marty McFly!

Di solito, in commercio si trovano molte versioni per incontrare i gusti di tutti: colorazioni diverse, speaker Bluetooth per ascoltare la propria musica preferita e la tecnologia ha permesso anche di sviluppare dispositivi che funzionano in pendenza e su superfici non perfettamente lisce.

La tecnologia sviluppata è andata di pari passo con il design, molte case produttrici si sono sbizzarrite nel fornire a questi skate del futuro un design accattivante per essere sempre più cool, un esempio? Il Glyboard PRO 2, un prodotto assolutamente all'avanguardia dal punto di vista tecnologico che si presenta in tra cinque diverse colorazioni, con le ruote in alluminio da 6,5 pollici e le luci al LED, che non solo vi permettono di usare questo skate 3.0 di notte ma che gli danno anche un look futuristico e assolutamente accattivante.

Quindi, questo mezzo high-tech è perfetto per coprire piccole distanze in città. Prestate attenzione, però, all’utilizzo che ne fate: in molti Paesi, tra cui l’Italia, il nostro amato Hoverboard non viene riconosciuto come veicolo ma come acceleratore di andatura. Questo riconoscimento a metà non consente l’utilizzo per strada, sui marciapiedi, sulle piste ciclabili e nei parchi – limitandone notevolmente l’utilizzo. Speriamo che nel futuro le cose cambino, anche perché questo mezzo potrebbe avere un impatto positivo in materia di mobilità ecologica e sostenibile.

Veloce, maneggevole, comodo da usare e a impatto ecologico nullo: che sia proprio l’Hoverboard il mezzo di trasporto del futuro? È troppo presto per dirlo, ma quello che sappiamo con certezza è che di passi in avanti ne sono stati fatti, in quanto sul mercato sono già disponibili gli Hoverboard volanti.
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L’Hoverboard volante non è più un sogno!

Già il nome indica qualcosa di fluttuante (è questo il significato di “Hover” in inglese) e sembra proprio che ormai siamo arrivati nel futuro che avevamo solo immaginato guardando le prodezze di Michael J. Fox: è stato inventato lo skate in grado di fluttuare per aria, a soli due anni di distanza dall’annuncio della creazione del prototipo. Il Volopattino è oggi è una realtà – anche se non alla portata di tutti (il prezzo proibitivo, per ora, fa dello skate 3.0 un oggetto da sognare).

Lanciato, o per meglio dire fluttuato, sul mercato a giugno dell’anno scorso – grazie a una spettacolare campagna marketing che ha coinvolto l’uscita del film “Valerian e la città dei mille pianeti” – lo skate volante riesce a garantire il sollevamento da terra grazie a un sistema di polarità inversa, quindi sfruttando le potenzialità fornite dal campo magnetico. I magneti, posti sotto la tavola e sulla pista (gli hoverpark del futuro sono piste costruite interamente in metallo), si respingono permettendo la fluttuazione, mentre il raffreddamento a -197 gradi è garantito dall’azoto liquido, che, grazie al suo peculiare fumo bianco che esce dal fondo dell’Hoverboard, rende l’esperienza ancora più futuristica e speciale.

Lo skate volante è un concentrato di tecnologia e di scienza. Alla base del funzionamento ci sono infatti due leggi della fisica:

  • la levitazione quantistica: è ciò che viene osservato nell’Hoverboard volante, ovvero la sospensione di un oggetto sopra un altro per mezzo del campo magnetico, la cui forza riesce a contrastare quella gravitazionale;
  • l’effetto Meissner: consente l’espulsione del campo magnetico dal superconduttore di modo che quest’ultimo non venga attratto anch’esso dal campo magnetico. Per far sì che questo effetto abbia luogo, il materiale di cui è costituito il superconduttore deve necessariamente trovarsi a un determinato range di temperatura, denominata temperatura critica.

Quindi è la forza di repulsione costante che consente allo skater di stare in piedi e in equilibrio sulla tavola volante – anche se la mancanza di attrito farà riscrivere una nuova pagina di questo sport. Lo steso Ross McGouran, skater professionista che pratica questo sport da più di 20 anni, scelto dal bran produttore per prendere parte al video promozionale, ha affermato che, nonostante la sua esperienza, mantenere l’equilibrio sopra l'Hoverboard volante non è stata un’impresa semplice.

Due parole vanno spese anche per gli Hoverpark: come accennato in precedenza il Volopattino inventato non è in grado di funzionare su qualsiasi superficie, ma ha bisogno di un terreno metallico disseminato di magneti. Per questa motivazione i test sono stati effettuati su una pista, costruita appositamente a Cubelles, in Spagna dove i 200 metri di hoverpark hanno fornito lo sfondo per il video di lancio del prodotto; da non perdere visto che gli skater hanno sorvolato una piscina d’acqua.

L’uomo dei record è comunque Franky Zapata, un ex pilota francese di moto d’acqua, pioniere delle tavole volanti. È stato lui, nel 2016, a vincere il Guinness dei primati per aver effettuato il primo volo a bordo del Flyboard da lui progettato: ha sorvolato per 2,2 km la costa sud della Francia riuscendo a fluttuare per oltre 50 metri dalla superficie del mare a una velocità di 150 km/h. Il Flyboard, ben lontano dall’essere un’apparecchiatura semplice, è costituita non da un solo motore ma da sei (quattro sono necessari per sollevare il pilota e la tavola, i due rimanenti, invece, sono preposti alla stabilizzazione del sistema). Il Flyboard è direzionato da una specie di joystick che il pilota tiene in mano. Il carburante? Beh, siccome siamo ancora ben lontani dall'avere stazioni di rifornimento galleggianti in aria, il pilota lo porta comodamente in spalla nel suo zaino (che fa parte dell’attrezzatura).

Dovremmo aspettare ancora un po’ per provare i brividi del volo: grazie al dispositivo di Zapata, infatti, per una questione di sicurezza, il Flyboard non è ancora in commercio, anche se si pensa che possa avere degli sviluppi in ambito militare: è l’esercito americano che ha acquisito il prototipo e sta cercando le possibili applicazioni con la Zapata Racing – l’azienda fondata dallo stesso pilota.

Sebbene ci siano ancora alcuni ostacoli, rappresentati in primis dal prezzo e dettati anche dalle stesse caratteristiche tecniche (l’azoto liquido che deve essere ricaricato ogni 20 minuti e la pista metallica con i super magneti), speriamo che la tecnologia possa migliorarsi sempre di più, facendo diventare realtà quello che, per l’uomo, è un sogno sin dalla notte dei tempi – ovvero volare.



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